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27 enero Per qualche raggio in piùCi sono persone che farebbero di tutto, per essere colpiti appena cinque minuti da un raggio di sole. Al tramonto, o poco prima, quando la giornata ti ha sbattuto in faccia la sua consueta cappa grigiastra, dove il vento a fatica si fa sentire, l'aria sembra offrirsi alle narici già stanca, troppo vissuta, per darti la voglia di inalarla ancora ed il cielo non si vergogna di trattenere tutto per sè.
Quante preghiere riesco a vedere negli occhi delle persone che attendono come me l'arrivo del pacifico tram... Vorrei...se solo....per favore fa' che.... indirizzate a nessuno, per la forte paura di sentirsi sconfitti sul principio.
E io prego perchè voi riusciate a guardarvi, anche solo una volta, gli occhi spenti, le orecchie intasate da baladeursmp3 mal cablati, bestsellers aperti sempre sulle pagine centrali, che scorrono con più difficoltà... vi mordereste con soddisfazione il labbro inferiore, ne sono sicuro, a sentire che non è poi tanta la distanza, che quello che cercate è un piccolo segno di complicità, una palpebra un po' socchiusa, che vi è familiare, una mano che scorre fra i capelli come sempre avete desiderato, delle mani che gesticolano con quella naturalezza così prossima.....così prossima.
E io aspetto, aspetto, veramente attendo solo di salire e recarmi a scuola, come se il meglio di me ormai io lo avessi già dato in quelle piccole constatazioni che ogni tanto rivolgo ai passanti, a quegli anonimi che ogni tanto mi si colorano davanti agli occhi, di tonalità così intense, da rischiare di essere indiscreto. Quasi fosse amore.
Ho volti dappertutto, non conosco le loro storie, i loro nomi (Dio me ne scampi.....), ma non dimentico i tratti, le smorfie, i nei, le sopracciglia.
Da piccola formica, mi mettto da parte le provviste: le false esperienze della vita adulta e i fantasmi della mia vecchiaia.
Ecco il mio laico sacerdozio.
Eccomi, cazzo, finalmente ho scritto qualcosa che mi fa tremare i polsi e le dita sulla tastiera...e...e...respiro....respiro...oh lord....mi sono trovato. Mi sono neutralizzato rivelandomi a me stesso, nudo e in piedi, cosciente. Mi sono firmato. Firmato, sì. Il mio .....sì. il mio sacerdozio laico.
Ci sono persone che attendono un tram che li porti a lavoro.
Altre devono andare al supermercato periferico delle offerte.
Alcuni ritardano ad un appuntamento.
Qualcuno non ha il biglietto e desidera soltanto cambiare panchina.
Alcuni anziani sanno già che devono domandare a qualche signore di aiutarli con le borse o di cedergli il posto a sedere....sono i più eccitati.
E poi ci sono io, che aspetto cinque minuti di sole un poco prima del tramonto, per ricordarmi che la mia felicità sta tutta lì e che sono fortunato.
Dell'allegria. Della gioia, che io spesso posso vedere....ma che è tutta riassunta in quella ragazza seduta, sulla quindicina, con la gonna corta, una maglietta lunga, un po' scollata, ma non volgare e una mantellina di cotone nero, che pure in questo mite inverno parigino, ammetto essere veramente troppo primaverile.
Ha avuto anche lei, adesso, accanto a me, un attimo di felicità intenso, l'ho sentito.
Il raggio di sole era anche una leggera brezza che l'ha fatta tremare, solo per un secondo. Ed ha sorriso. Lei ha capito, ha trovato, ecco il senso della gioia, dell'istantaneo frastuono della vita che pulsa dentro le arterie, ma che si deve normalmente nascondere, per non essere banale merce dei curiosi.
Si è passata la mano destra sul collo, soddisfatta, sì soddisfatta.
E poi c'e lei, ad aspettare il tram, un po' infreddolita, dunque. Ma purtroppo io non so dove vada.
Di lei non lo so.
Pietà,
Alino 16 enero Blessed with my memoryMi vuoi bene?Eppure riesci a fingere?O hai sepolto veramente tutto.... Giustizia e praticità, non posso che accettare.E chiedere felicità principalmente per te, per la Bellezza, per un 'immensita di cose che non immagini neanche.Quanti tratti verdi, costellati di schegge bianche riesco ancora a vedere...ho sempre avuto più immaginazione di te...me lo hai sempre confessato...Eppure forse ti ho cercato più io, nelle tue assenze, nelle tue ristrosie...nelle incertezze che riempono di crepe i vecchi angoli delle bambole...E poi hai acceso una candela, larga e piatta, pretendendo che rimanesse a galla, sulla superficie dell'acqua, noi due sospesi....poveri diavoli uncinati.Mi hai preso il cuore, per ridarmelo grande e lucido.E quell'aria che io adesso posso respirare, sebbene un po' viziata, ancora ti appartiene...sì lo in via nominale.Perchè tu non la vorrai indietro mai più.E io ti lascio in dedica "Needs" dei Collective Soul. Sono un po' questo, anche. Dio me ne renda e te ne renda merito.Amen, Alino.
All around me I see what weakness has made 11 enero Malat oE l'influenza mi ha raggiunto qua a Parigi...ha l'odore di sedie di feltro polverose, di un piumone che fa sudare inutilmente, poichè i brividi vincono ogni difesa.Vecchie nausee, antichi fantasmi... ebbene piano piano rientra lo stesso registro di un tempo e mi sento nudo di fronte ad una realtà che mi vizia, ad un Sole che mi sono sempre negato e che invece vorrei....alle prove che mi sono imposto per dimostrarmi qualcosa...per dimostrare qualcosa.Ho sognato tantissime persone in queste giorni....stupide nostalgie, elementi vuoti che animano il più perfetto senso della rinuncia al quale mi sono sempre votato per una Causa, più grande di me, splendente quanto imperscrutabile.E ora sono qua. Cosa ho perso, cosa ho vinto, non è sempre facile dirlo, perchè ho paura di bruciare di nuovo gli attimi....affermare in questi giorni vuol dire anche negare, mettere in discussione, perdere.Ho paura. Lo ammetto. Paura di dimeticare momenti belli, paura di non poterne più parlare agli altri, a me...paura, caspita mi avvicino a quella più grande....Paura di parlare. Punto.Mi sono sempre arrogato la capacità di vedere, di osservare, di provare a capire. Facile no? Basta lottare con i propri denti per un ruolo che si è sempre visto proprio, da vecchio telefilm quasi, per chi scene maggiori non poteva occupare... E dopo, fingere il dono dell'obiquità, sentirsi realmente vicini a vite così belle, così piene....Come un flash di una digitale: esserci di botto, tutto insieme, per poi svanire nel nulla o al massimo, aver migliorato i sorrisi smaltati dei soggetti immortalati.Cosa potevo fare? Niente, e non perchè il passato non si può cambiare, ma perchè sarei esattamente di nuovo in ogni molecola d'aria che ho toccato, forse spostato. Un peccatore senza biasimo, un piccolo onesto senza poltrona.E il mio presente. Preferisco che mi invadino gli eventi di chi amo. E non vado oltre.Nel mio futuro... tanti passi, tanti sguardi....forse sempre meno parole. Ma il sacrosanto diritto, il solo mio violare, un'esaspera
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