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31 octubre

Distesa, blu

 

Piccolo me.

Un solo istante ti basti per ascoltare il rubinetto che perde in cucina.

E che fai ora?Perchè sorridi? Gli specchi servono a questo, cavolo! Per riflettere un'immagine!

Sì, va bene....effettivamente è un po' troppo grande, ma tranquillo non ci sono sbaffature e il contorno è dettagliato e nitido come un fiume a fine corsa......sì è piatto.....ma non per questo non sarai più Mister io Sì, io ci sono!

E che cosa pensavi fosse il rispetto, eh? Ah, per Dio, tu volevi lussi e decori da Vecchio Regime....ma vedi...., apprezza, a loro non importa se sei in cima alle scene di mezzo mondo o rinchiuso in ghetti squallidi e sordi....

no....a loro basta il tempo, colui che fissa istantanee nella memoria e guarisce le incoerenze riproduttive.

 

E allora che aspetti, mio caro, ad agitare il tuo corpo? Ad avv2654582-lginghiare la carena della nave, a posarti sulle pareti verdastre di uno scoglio costiero.....a ricostruire, di nuovo, il tuo campo vitale, il tuo orizzonte di attesa concreto, conforme a quello che sempre hai avuto, che sempre sarai....

E che, pure ti lamenti? di due insulse mani che avevi , ho fatto otto granfie sempre vibranti, sempre all'erta, perchè altrimenti, lo sai, lo sai, poi ti perdi. Ricordi l'ultima volta quando ha creduto di essere tu un Dio?

E allora cresci nelle tue paure da piovra, perchè se le conosci, non spererai di più! Perchè le basse pressioni non ti si addicono.

Riprendi il tuo consueto contatto con le cose, plasma fino all'ultimo angolo poichè il tuo acquario sia pulito e noto, l'acqua lo sai, ti renderà più leggeri i macigni non ancora disvelti e darà onore eleganza al tuo movimento, è la riconoscenza che puoi chiedere.

Perchè resistenze interne, banali scheletri, tu non puoi bramare...io non ti posso dare.

28 octubre

Illusi

malattia

Figli della volgarità, lavati da correnti umide e spugnose,

Ciglia finte e riccioli trattati vi hanno cercato,

vestiti intrisi di fumi e vapori vi hanno sorretto,

luci perturbate e abbandonate vi hanno chiamato,

la paura del lutto e dell'abbandono vi ha dato la luce.

Ricordatelo sempre. Io lo farò per voi.

Perchè con occhi più grandi e fieri possiate stringere

il vostro ingiallito orsacchiotto di peluche.

Per sentirsi migliori.

27 octubre

Se di una cornice rovente.

 

Il-vuoto

 

Al limite della follia oggi la fotocopiatrice ha impresso la mia mano in venticinque fogli, ciascuno riportandone un particolare mai osservato.
Le ho conservate tutte. Ho tappezzato le pareti interne dei miei armadi a muro per ricordarmi chi sono.
Un giorno potrei alzarmi dal letto e rimanere seduto senza muovermi più. Le paure più attanaglianti sono anche i desideri più morbosi e celati, questo ormai l'ho constatato. E se un giorno non avessi più voglia di seguire il corso alle otto, o di preparare quel testo secondo i giusti parametri di osservazione. Una mattina la camera potrebbe piacermi con la polvere sulla scrivania e con i calzini della sera prima a terra. E il pomeriggio non farei più caso alla scarpa che incontra difficoltà a staccarsi dal pavimento di cucina.
E lo stesso maglione mi farebbe da vestaglia e le lenzuola scomposte mi accarezzerebbero i piedi immobili.
Mi rispetto. Me lo devo. Ma troppi bicchieri restano a metà su di un tavolo troppo lucido per poter sopportare ancora un oltraggio di riflessi rossi sprecati e debilitati.
Ne riempo un alto. Nuovo e lussureggiante, esso conserva un privilegio euforico dell'inizio, sebbene ormai la gromma delle botti si depositi in incavi impercettibili del tessuto vetroso e lo renda fittizio.
Il debutto, il riequilibrio delle parti è linfa smaltata per un'anima in bilico che chiede il ripristino continuo del suo fulgore ancestrale per avere ancora della bellezza da trasmettere a nuovi contorni, ingnari delle sempre più arrendevoli implosioni patologiche.
Bagnarsi le labbra ancora.  Percepisco suggestioni e paure, desideri e destrezze di nuovo in circolo.
E cresco in obliquo, proiettando coni d'ombra su ciò che non devo più sapere per attraversare nuove barriere, o meglio, per assaporare di nuovo l'ebrezza della soglia. Centrando l'obiettivo, confermo di essermi perso nel fantasma di una cancrena che inseguendomi chiede di custodire di nuovo le piccole pepite di rame che avevo rubato per dare Grazia ai miei nuovi tasti. E saprò che il traguardo finale non confermerà certo i trionfi della corsa, gli applausi ricevuti ad ogni curva con incitazioni e ammirazioni, saranno raccolti nella spazzatura dal vecchio pensionato che si attarda nel rimettere le sedie a posto e a ripulire la piazza da inutili cartacce e da piccole foto.
Sento le mie uniche catene sbattere dietro la porta, attendono un tocco di pietà. Insieme a me, per non essere sole.
Ma ora apro di nuovo le ante dell'armadio. La mia mano. Un individuo sazio del proprio istabile fulcro di attività.
Posso ancora vedere quello che ho, per cambiare di nuovo il gioco.
Dalle precarie meraviglie del mio creato,
                               Alino (season#6)
25 octubre

I'm a Radar

 

Non vorrò più sentire quello che oggi sei. E' già... perchè per te è facile chiudere un capitolo della tua vita per aprirne un altro e riempirti di nuovi bassi in un coro di provincia.

Ma al resto non pensi, se le pause diventono più di parentesi turbolenti e felici, se per qualcuno il cercare vale molto più dell'avere...

Eh, no! I like this new party!

E io perciò vivo. Per vedere il mio maglione sbiadirsi lentamente come i dagherottipi che le mie unghie hanno graffiato un po' per carpirne l'aroma di lavanda. E non mi preoccuperò delle conseguenze che una carta da parati lurida apporterà all'armadio che riveste i metalli levigati regalati, mai posseduti.

Promesso: nessuna incertezza, nessun giochetto ti rimetterà nuovamente in discussione, anche se la mia arte più sincera vorrebbe plasmare altro ancora.... e sentirei brividi incanalarsi fino alle punta delle dita, la lingua che impastata, perde la "r"..... .

No. cercherò la corrttezza di cui vado estremo difensore e con lucidità da mattatore circense strapperò dal tuo collo la goccia dicui ti avevo fatto dono ....You wanna piece of me... e continuerai a mostrare il tuo sorriso ignara dell'ultimo sopruso...

[ça va crew? Nous nous sommes arretés où la dernière fois? Eh ragazzi eh dai, sempre a fare l'appello due volte devo stare.. per farvi ridere!!!!!Son difficili da pronunciare i vostri nomi.....e tanto poi non me li ricordo e li confondo tutti!!!!]

E poi, riusciresti a metterti in discussione così?

Piangi pure, ma sulla porta!

17 octubre

Da capo

In bici fino all'alba.
Quattro persone, quattro insegnanti mai incontratisi prima
hanno girato tutta Parigi per una notte intera.
 
Perchè vorrei che la bellezza da fotografia se ne andasse,
perchè preserverei ogni muro dal logorio del quotidiano
perchè abbandonerei tutto, solo per credermi più buono
perchè non cercherei nessuno, per sentirmi più debole e umano.
 
Per ritrovarmi in una piazza e vedere tubi colorati
per capire che ci vuole molta fatica a reinventarsi
per sentire il bisogno di cercare un contatto. E non farlo.
Per capire che le persone si possono perdere, senza poter muover un dito
 
 
E le converse non vanno bene in classe
e i professori a mensa parlano dei consigli di classe
e in biblioteca il signore italiano non è uno studente
e il pomeriggio il mercatino delle scarpe
 
 
Chiudo gli occhi
Siete tutti qui con me.