Perfil de AlinoTHRESHOLD OF REVELATIONFotosBlogListasMás ![]() | Ayuda |
|
26 diciembre Venerdì, 21
Io stasera vorrei che molte persone potessero vedermi. Senza parlarmi, forse interrompereste l'incanto, ma mi piacerebbe che mi poteste osservare camminare....negli atteggiamenti, nello sguardo, io sono la pace. Io mi dò al mondo intero, per riconoscermi a casa, per essere sacro. Quasi. Esco dal Louvre. Solo. E decido di fare una passeggiata sul lungoSenna fino a quando mi va, sapendo già che l'aria fredda e pungente mi avrebbe invitato a continuare, che quella sera mi sarei spinto anche sino a Dio. Sul lungoSenna. La luna quasi piena, tra gli alberi spogli, le mille luci riflesse sulle acque serene e vive mi ricordano una passata proménade sui lungarni pisani, dove ho conosciuto il mio male. Eppure vorrei davvero farvi vedere che io sono guarito. Del tutto. Per sempre. Questa pace che respiro a pieni polmoni stasera è la fine delle battaglie, degli obblighi della ragione, dei silenzi e delle ferite.
Fino a stasera. Io cammino e tutto si rischiara. Io percorro metri e metri e mi sento rinascere definitivamente alla vita. Cazzo, alla mia vita. E nei silenzi di macchine rade, negli albori di case affollate, nelle giravolte dei battelli in movimento, io trovo la mia quiete. Io perdo dimensione. Tutti i ponti percorro e sorrido ad alcuni banlieusards che si finiscono l'ennesima lattina di birra da quattro soldi. Mi volto indietro e mi vedo cominciare lo stesso percorso, per proseguire sull'argine del fiume, dove un clochard suona una vecchia aria italiana con un violino un po' scordato. Decido di lasciarmi andare anche là, così dopo potrò sapere anche di quei suoni, anche di quegli odori... io proseguo per la rive droite. Non sono più un'anima in pena, non soffro più una prigione del carattere, dell'impotenza, del rigurgito, degli affanni. Amici, se un giorno mai potrete volermi bene, beh non vi sarà in fondo così difficile. Io da stasera sento nell'aria ciascuno dei vostri sospiri e non so ancora perchè, le vostre speranze sono anche le mie. E prego per voi. Quanto a voi, voi, voi, voi (che io possa scrivere sempre questo pronome personale con la stessa veemenza che mi ha fatto adesso sedere su questa spalletta, per scrivere al freddo queste parole) potrete sentirmi amico ogni volta che lo volete. Questa spirito divino si innesta in me e non accenna a scomparire. Paris. Stasera ti sei spogliata. Sono venuto da te, sì carico di me da non poterti vedere. Percorrevo le tue strade e ti vedevo nell'album di qualcun altro, in una vetrina, al tg..... Ho toccato le pareti delle tue case e credevo di avere occhiali colorati, prismi di feltro. E poi sono imploso. Un giorno per caso. Andavo al liceo e in un attimo ero a terra, esangue. Il mio sporco calvario è iniziato allora. Si faceva di piccole emozioni profane che mi guarivano lentamente. Fino alla pace di stasera. Stasera, sei anche la mia città. Stasera fai tu, anche parte della mia città.
Come me, stasera a ringraziare questa brezza così gelida che liscia la superficie della Senna. Anche per merito loro, io non sarò mai più solo e come un grande dizionario monolingue, che in ogni bilbioteca vedrà consultare almeno una parola, io avrò sempre un luogo, non importa dove, che potrò sentire mio.
In tutto, potenzialmente vivo, ormai sano, Ale. 21 diciembre Tante malattie (decalogo)Per rievocare gli ultimi giorni passati al telefono con Vitto, è doveroso fare il punto della situazione e capire dove siamo adesso e quali deliri attanagliano le nostre flebili esistenze. (Premessa seria!) Bon, Vitto, siamo pieni di malattie...ormai lo sapevamo. Dobbiamo conviverci. Il peggio è che sembrano acuirsi. E l'antidoto non si trova.
2. Malattia dei nomi. BEh, anche queta viene da Anna ma io e te abbiamo superato ogni limite. Per quel che mi riguarda il problema principale sono le coppie di due persone. E questa cosa qui proprio tu me l'hai attaccata, che per quattro anni hai chiamato Riccardo Simone e Simone Riccardo e le mie coinquiline...Vitto non ti ricordavi mai chi era Silvia e chi era Irene.... Ecco io ho una classe di due persone che seguono le mie lezioni di letteratura (devo essere parecchio interessante......), bon , sono Stéphane et Alexandre...ecco io non ho ancora capito chi è Stéphane e chi è Alexandre...e allora ogni tanto provo e chiamo un nome.....ovviamente sempre sbagliato. E così l'anno scorso Ilaria era Elisa e Elisa era Ilaria, Lizzie e Linda.... io non so perchè sono così...finendo con le due assistenti di italiano quest'anno Marianna e Fabiana, mi sono talmente confuso che ho anche invertito i numeri di cellurare: e non sapevo mai chi chiamavo! e non ti dico a fare gli appelli nelle classi di 30 ragazzi con quei nomi assurdi e che non so mai pronunciare e tutti ridono! E poi mi confondo e non capisco mai chi è assente e chi no. Quando ho finito di fare l'appello è finita l'ora. 3. Malattia della confusione: Vitto questa è la Luongo e tu l'hai presa: sempre a confonderti per tutto....e ora ce l'ho anche io. Mi confondo per le strade di Paris, in metro prendo sempre quella sbagliata, prendo tram e bus sempre dalla direzione opposta a quella in cui devo andare, non mi ricordo cosa ho fatto con quali classi, leggo le cose e non me le ricordo....confusione..confusione!
5. Malattia della missione (o redenzione). Questa per adesso è solo tua: ma è possibile che ti sogni l'Apocalisse con te che che hai un bambino in mano o la Croce che ti dice della Redenzione.....e insieme mi ricordo che eravamo a messa e un fascio di luce ti illumina tutta e io e te paura che pensavamo fosse un segnale....Vitto paura di tutto!E quella volta che avevamo visto una foto che diceva che era u'apparizione della Madonna, tu subito a piangere e credevamo fosse vera....Vitto infantili, provinciali, siamo. La dobbiamo finire, che nessuno ci prenderà mai sul serio. Tu 24 anni, io quasi 25, tu al secondo anno di specialistica....io ...al primo fuori corso (pure questami ci voleva ora)! 6. Malattia del lavoro estivo e del risparmio. Ok, lo ammetto questa te l'ho attaccata io. Io lavoravo a TorreMozza e in facoltòà e quest'anno pure le ripetizioni di latino per risparmiare e tu al museo di Zungri o al campeggio o a fare la promoter dell'Algida...nuovamente provinciali! 7.Malattia delle fotocopie. Vitto ma è possibile che le fotocopie ci perseguitano ovunque? Prima a fare le fotocopie da soli dei libri per risparmiare (giornate intere), poi al comune assunti per fare fotocopie e inviare fax, ora tu al comune che di fotocopie ne farai.... ma io ti batto in questo caso e ne faccio più di te per via dei licei....a fare la fila con i prof per fare fotocopie, fotocopie....ma perchè questa vita di fotocopie ci tocca? 8. Malattia dell'umiltà: Vutto tutti che ci apprezzano perchè siamo semplici e ci mettono a fare i lavori più stupidi. Io al comune durante i discorsi del sindaco distribuivo lampadine a basso comsumo ai dipendenti comunali e tu a ricopiare la rubrica di Piccioni....IEri uscivo dalla classe per andare a cercare i gessi (ora anche i gessi sono un'ossessione..che ancora non ho imparato come si dicono in francese e mi prendono tutti in giro) e un'insegnante passa e mi domanda se potevo trovarle una stanza e io le ho detto di no e lei mi dice che era il mio lavoro visto che ero il GUARDIANO del piano!!!E io le rispondo che sono professore e quella dice che nonlo avrebbe ami detto!Pure!!! Ein Normale tu ed io ad ascoltare la conferenza sul Decameron e il prof normalista che mi vede e mi dice di andare ad aggiustare il telo del videoproiettore.....ecco! 9. Malattia della comprensione. Questa è più tua che tutti i casi disperati li raccatti e ti confidano tutti i loro problemi perchè sei dolce e fidata.....tutti vitto, li raccatti tutti! 10. Malattia dell'apatia: Ma perchè dopo un po' tutto ci stanca? Ci stufiamo subito di fare le cose e ci ritroviamo ciascuno a casa propria al telefono a parlare per ore di cazzate.....Vitto, senza passioni siamo, superficiali, vuoti...Ma proprio il primo giorno di facoltà ci dovevamo incontrare?tu con la salopette e io con la croce al collo che pensavi che ero muto! Uno peggio dell'altro, ogni anno sempre più scemi e cretini, a ridere di tutti e per tutto. Naturalmente questa è una prima lista...potrà sempre crescere...malattie,malattie!
Vitto, ma alla fine che vuoi? siamo provinciali della vita, tu di Zungri e io di Riotorto. E ovunque potremo stare. E ovunque potremo sentirci e volerci bene. Ogni giorno un po' di più. E io maledirò il giorno in cui mi capiterà una cosa strana e non mi verrà più il riflesso di pensare: certo se c'era Vitto...questa gliela devo proprio raccontare....
Alino 09 diciembre someday
Eppure ho cancellato tutto......eppure mi sono proiettato solo in avanti....eppure qualcosa riaffora sempre....eppure.... Occorre ricordare, perchè ogni tanto fa bene e aiuta a capire che non si può mai essere.....Essere. A caso, follie di ricordi che il mese di dicembre attuale fa riaffiorare in relazione al dicembre dell'anno scorso, evidentemente un mese bienheureux... Un pomeriggio passato alla caffetteria dantesca a leggere un giornalino dei testimoni di Geova sui mali della masturbazioni e sui rimedi consigliati (con un'eccellente lettura proposta dalla Vaff...) quando a casa mi attendeva l'esame di storia di Angiolini per le SSIS e il recupero di geografia con il manuale del liceo). "All the goods things come to an end"..... la passavano alla radio in continuazione Valeria e Cecilia a prendere il the da me mentre Simone che canta "hai finito le SSIS....." e "lavoro a TorreMozza" mentre io cerco di studiare. Desperate Housewifes, season 2. Seminario assurdo di linguistica generale, scritto in 5 giorni con elisa finito adesso nei programmi di esame (non ho parole...) Cena di Natale con i compagni di facoltà dove arrivo alle 11, perchè ero a fit box e tutti aspettano,,,,aspettano..... Riscaldamenti che a casa Carducci non fanno, non fanno. Vittoria a ripetere con me il vulcanismo e la tettonica a zolle, con Simone che si complimenta per gli altissimi livelli di critica e interiorizzazione del testo che studenti al secondo anno di LILE(scarsi) hanno raggiunto. (Ale: Vitto ma ti sei dimenticata la frase in cui dice che la marea si sente più nell'Oceano che nel Mediterraneo! Vitto: Ale io non ci vado a fare l'esame, ecco io non lo passo, paura!Ale: dai che le sai le cose! Vitto: Ale tu le sai, genio sei come dice Anna, io invece so solo i climi....ma io farò la spazzatrice di neve nella grande mela, a New York, così passerò di magra e gli altri di grassi! Anzi no farò la giornalista! Ale: ma che giornalista, non sai niente... Vitto: ecco, di piangere, cattivo. Simone: Ma la fate finita, siete di specialistica!!!Vitto : vero Ale, pure Simone lo dice, zitti, cretini siamo, e tutti per cretini ci prendano quando siamo insieme....Ale: vabbè vai, torniamo ai vulcani....) Giacomo. Immancabilmente, Giacomo c'è sempre e colora ogni ricordo. Festa a scrocco da Anna con Giacomo e Silvia (ovvero Linta la ciellina). Perchè Giacomo in queste situazioni con la testa c'è, è solo il corpo il problema..... è un inccuppo. Linda alla caffetteria dantesca che mi dice che supererò l'esame di storia moderna senza problemi, perchè sono di Piombino. Marianna. So '80s. Federica che segue i corsi di fit box con me e io rido guradandola allo specchio. E lei mi guarda. Mi guarda.
Per tutto, per tutti, per me soprattutto, stasera ancora Alino. Abbraccia l'aria
Di una banda paesana sento ancora il martellare ritmato dei bassi.a una corsa a ostacoli, arrivando secondo.da dita infreddolite che riordinano la tavola.in giorni caldi che dilatano le vene e il cuore.con paure rimosse e muri slavati.su lei soltanto avrei potuto sperare.per essere vento fresco devi infrangere la pelle.tra persone e individui, ti prego fuggi, fuggi.fra le rose dei venti, io mi sperdo felice e ingenuo.ale 06 diciembre Per dire vai via, per dire dai resta qui, va bene cosìPer non essere più nessuno, Per filtrarmi nelle persone che corrono Per aver voluto un nome, e non averlo saputo indossare Per senitre i rimpianti, per imparare a sciolglierli in affetto Per questo vento che mi muove e mi concede un respiro grande. Troppo.
Ho perso sotto tutti i punti di vista. é innegabile, è lampante, pur assolutamente non bruciante . Ho incrociato in sogno quello che ero, quello che davo.... e mi sono sentito perso, infangato. E questo significa inalare aria. Chi lo avrebbe mai detto......
E ora non chiedo poi più molto dalla vita, puoi crederemi che in fondo io sto bene? Ora sono monsieur-alexandrò-assistant-professeur-vousvous-l'italien-meninobonito( per ribadire che anche qui c'è chi mi considera brasiliano!!!basito completamente...ma che idea avete di sto Brasile???)....e non vuol dire niente. E ritorno a voler sperare, di poter cambiare, di poter scappare, di poter essere ancora di più o ancora di meno, di perdere anche le ultime definizioni e confondermi con un amore perduto, una stima strappata, un finto cuore in catena, un sogno di abeti....per superare tutto, per provare affetto. Solo. Stasera in palestra,al corso di kombat, una ragazza mi saluta... dice di avermi visto spesso...che è molto che piove...che il corso è molto difficile e non capisce come mai io non stia sudando (ahimè, dote rara...). Poi mi domanda se sono brasialiano (ovvio.....basta guardare il colore della pelle, no?) e mi dice che sarebbe bello parlare in italiano. Ogni tanto. Ebbene io ti dico, perla di un romanzo, non riesco più ad ingannare manco me stesso, figuriamoci te. Ti vorrei dire, vorrei davvero parlare con te di come sapessi un tempo parlare, scrivere, del rispetto che mi davo e credevo di avere, del sapore amaro e del bisogno che mi attangliava. E ti direi che ora sono questo oggettino sbiadito, tanto comune e innocente, tanto banale quanto sincero, incapace di scrivere qulcosa di sensato, quotidiano e piatto. E sereno, dopotutto. Non arriverò a questo, pas de tout. GIà provo affetto per te, già mi sei simpatica. Dopotutto. Ali.... Ale. 03 diciembre En recherche de simplicité, mon soin linguistique.être une eponge...absorber, absorber....et puis, à un moment donnè, des lignes se tracent. Lignes dures davantage, faibles après.... et j'ai soufllé..... c'est un pentre tout nouveau.... Il paraît que le bonheur, c'est le malheur accepté. ça n'est pas une invitation à se résigner mais à accepter. L'acceptation, c'est la compréhension. La résignation, c'est, au contraire, l'inertie, le fatalisme, la négation, le doute, la perte d'estime de soi... Je ne croie pas au malheur continu, ni au bonheur continu. Accepter la part de malheur qui, inévitablement, ternira ma vie: c'est cela être heureux. Douter de soi ne suffit plus, il faut aussi être habité par des certitudes, des convinctions, une obstination. J'admire plus que tout la perseverance. Tout comm le bonheur est un malherur accepté, la mort acceptée me semble être le droit de vivre. |
|
|