Perfil de AlinoTHRESHOLD OF REVELATIONFotosBlogListasMás ![]() | Ayuda |
|
21 junio Senza paura, ormaiE il torpore deve giungere immancabile, altrimenti non potrei ben assaporare questo viaggio lento. In treno.
Il treno osserva il paese, lo attraversa, lo scuote e ne rapisce i colori e le macchie, simboli di un'epoca, di un popolo. Di un uomo.
Il treno è l'unico viaggio che scopre e ruba, che separa e concilia i momenti belli con i più brutti, che permette realmente di attraversare miraggi.
Sì, miraggi di verità.
Il mio treno viaggia in una sera calda, in un vociferare continuo tra i sedili accanto, dove entrano giovani ragazzi troppo rumorosi e gli altri a sedere sembrano rispondere con un incremento del proprio tono di voce. Con naturalezza.
E il vento entra da ogni finestrino aperto fino all'indecenza, sbattendo le tendine fuori, agitando le pieghe dei vestiti e i capelli più lunghi, combattendo le scarse velocità e le continue fermate nei paesi ingialliti fra i campi di grano quasi maturo.
Questa sei tu, la mia Italia, questa sera. Sei tutta dispiegata fra queste stazioni di provincia in cui il mio diretto fa fatica a posarsi.
Ti vedi piccola, ristretta, ma riesci a respirare. E mi permetti di attraversarti in un'ora soltanto, nel dormiveglia, con un occhio a te rivolto e l'altro concentrato ai cambiamenti che il mio spirito assimila a velocità rilevante, pronto di nuovo a relativizzare, a chiedere soltanto di lasciarsi spostare.
Sei una proiezione, oggi, mia Italia. Stanca dell'assenza di coraggio attivo, che non sai più rimproverarti, stanca delle anime che si posano sul tuo letto e vogliono adattarti con ricatto alle angosce che non sanno individuare. Stanca di dover misurare la larghezza del suo ventre tra i passi di chi vorrebbe cammianrti sopra con la speranza di conoscerti sempre di meno. Sempre di meno.
Ti riguardo. Tutta. Mi hai graziato del dono dell'obiquità soltanto per un'ora e io, mi beo, e mi fingo tuo prigioniero, perchè non puoi farmi male, non questa volta.
Mia Italia, questo vagone è anche troppo grande per potermi sentire veramente tuo figlio, tuo adepto, ma so che continuerai a far soffiare questo vento lucido per accarezzare e riempire gli altri scompartimenti. Per farmi compagnia.
Mia Italia, offrimi di nuovo il ricordo domestico di questi due giorni. Mi imponi di scendere, lo vedo, il tuo tacco mi fende le gambe e le mie mani iniziano a tremare, e se non correrò fuori la gente si accalcherà contro e mi impedirà di curare i tuoi tagli. Mia piccola Italia, lo so, ma raccontami di nuovo, di come io abbia riconosciuto i cuori della mia storia e li abbia scoperti ancora di più, di come i loro bei volti esprimessero gioia e consenso, lealtà, fedeltà, di come è inutile pretendere di essere indistruttibili e di poter andare avanti senza rendere conto dei doveri, dei sorrisi, delle richieste d'aiuto, le più belle manifestazioni di quello che non potrebbe mai uscire dal mio animo.
Del resto io e te, mia Italia, non siamo andati molto d'accordo nel passato. Non ti offendere, la vista era la stessa, ma gli intenti divergevano. Infatti tu volevi che amassi, io invece volevo volare. Mi credevi fedele discepolo e speravi che baciassi le tue linee, fino alle viscere dei tuoi sensi, ancorato a terra, convinto che il tuo greve impianto fosse l'ombra del mio potenziale. Io purtroppo, sognavo prove, battaglie, desideravo disegnare il mondo che mi circondava, per memorizzarne i contorni, dare parte della mia correzione, e fuggire via, con un quaderno di schizzi, in tasca.
Italia mia, io ho perso, felice e esausto. Ti chiederei, prima di ripartire, di riattraversarti tutta, di penetrare il tuo cuore, come ho appena fatto. Ma i patti erano chiari, e non accordi due volte alla stessa persona di allineare tempo e spazio, per salvare una parte del mio io, mentre l'altra sfugge rapita nelle tue caverne le ingiuste conseguenze, troppo esposte ormai, dei miei sentimenti incapaci.
Mia Italia, so che devi tonare da dove sei venuta, poiché questo non è il tuo posto, e purtroppo neanche il mio. Ti ringrazio per aver finto che il mio cuore fosse il tuo e mi auguro che ancora una volta tu possa fare delle persone che tu m insegni ad amare, piccole glorie. Glorie nazionali.
Non avevo mia visto untreno tornare indietro, senza cambiare binario.
La mia presunzione arriva quasi a farmi credere che si tratti di un viaggio a ritroso, una commissione forse. Quel terzo vagone forse tornerà all'inizio del viaggio per consegnare la mia fugace storia alle persone giuste. O per riproporre ancora, ad un'anima alla deriva, senza speranze, bruciata, stonata, una piccola Italia.
Fedele nella crisi istituzionale,
Scettico verso se stesso,
Strano oggetto, TERRESTRE
Alino 17 junio Questione di nasoFaccio ammenda. Perchè non scrivo da un po'.Perchè faccio un po' schifo in questo frangente, perché mi beo di credere di non essere all'altezza di un momento o di una telefonata.Mi ritengo serio, lo pretendo. Ma cerco soltanto odori. E mi fermo a pensare che il mio naso è tutto.Annusavo Parigi, fra offese all'olfatto perpetrate dai vapori oleosi di metro e Rer, cercavo la primavera.Ho visto solo me stesso. Povero, ingenuamente saggio, consapevole e amico.Arrivo qua e trovo un'estate biecamente sospesa. Senza odori, ma dove sono i miei profumi? Il grano che si scioglie fra i colori caldi dei pomeriggi, i frutteti che pretendono di raggiungerti prima degli altri. Il mare e la salsedine di TorreMozza, mi si sono adagiati sul petto, prima che nelle narici.E mi interrompo, frapposto fra calici e versi.Mi trovo debole, senza difesa, recalcitrante a ripresentarmi, chiuso in casa, sfuggendo l'improbabile situazione di dover dire: non ancora.E allora Alino, gioca ancora con Téseo e Ippolito, diffida la nutrixa dal parlare ancora e accusa Fedra, ma sentiti colpevole, questo sì.La tua lieta predisposizione caratteriale, la morale carina e sorridente, ferisce te e tutto un mondo che un giorno ti volterà le spalle.Annusa, in silenzio.Batti la campana della pena, presentatie offri il tuo olocausto ai tempietti della rinuncia vuota e insensibile. Macabra,anche.Nascosto, nell'idioziaAlino |
|
|