Perfil de AlinoTHRESHOLD OF REVELATIONFotosBlogListasMás ![]() | Ayuda |
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28 julio Nous courons à l'odeur de vos parfumsAd A. -L.
To whom I owe the leaping delight that quickens my senses in our wakingtime and the rhythm that governs the repose of our sleepingtime, The brething in unison.
Of lovers whose bodies smell of each other who think the same thoughts without need of speech and babble the same speech without need of meaning.
No peevish winter wind shall chill no sullen tropic sun shall wither the roses in the rose-garden which is ours and ours only
But this dedication is for others to read: these are private words adressed to you in public. T.S. Eliot
Pensavo di tradurre le parole, fatte mie, del poeta: ardua però mi torna l'operazione, che comporterebbe un non desiderato aprirsi e disvelarsi degli affetti. Meglio lasciarli affidati alla tutela dell'idioma straniero: schermo, certo precario, but perhaps sufficient to safeguard one 's privacy
Little harsh, part of my charm
Alino 26 julio Ozone
Mi prendo ancora Parigi, forse un'ultima volta. In velib, scopro Paris plages alle 11 la sera, come per caso. Tutto intorno è una magia di luci e di colori, è come la mia prima vera volta qua.... Scendo le scale e mi immergo nel gioco delle musiche, dei passi, delle risa. Mi diverto, solo, la mia macchina fotografica, come se facessi parte di tutto questo.... Arrivo tardi qua ed è come se in tutto questo incanto dimeticassi quasi subito il mio primo triste pensiero. Guardo il quai, le sponde piene di bottiglie, di asciugamani, di chitarre, tutta una gran folla di cui non posso qui parlare. Un po' a disagio, sì un po', forse perchè vivo tutto questo solo, ed a volte non è giusto. No, non è questo disagio, stasera io sto molto meglio, anzi io posso vederli tutti e catturarli nel mio obiettivo, fare mia questa luce, io che solo posso vederla. Ma allora cosa è? Come la voce corale di una donna che mi attraversa ad ogni scatto del mio apparecchio, una voce edenica... Mi ci voleva questa sera per essere felice della mia incompiutezza: sei tu Parigi, che paradossalmente mi fai sentire sereno nella deriva in cui da un po' ormai mi lascio trascinare. Mi lascio trascinare. Non so dove andrò, che ne sarà di me fra un mese o due, ma va bene così. Ho troppo guardato in avanti nel mio passato; è inutile cadere più in basso di così. Stasera ho queste luci e questa magia, stasera i contorni di un piccolo universo sono in pace fuori e dentro. Tanto mi basti. Io non mi sposto ancora. E ci sono i profumi. Finalmente. Forse vaneggio.Ma è da qualche giorno che sento un profumo distinto e continuo lungo le vie delle città, la sera. Che sia ..l'estate? Ho deplorato il fatto di non percepire i soliti cambiamenti di odore stagionali, le paglie, i fieni, i peschi di una vita, qua non c'erano più. Ma sento qualcosa. Sì, è acquoso, fresco, disseminato per ogni luogo, rotondo e delicato. é quasi una caccia. Ho chiesto già a più persone e tutti un po' storditi mi hanno detto che non sentono niente di diverso e poi se ne vanno con mille pensieri strani in testa su di me. E che mi importa? Dopo aver scritto sdraiato in terra aspettando il tram, o dopo aver abbracciato i tronchi delle piante a Butte Chaumont, dopo aver passato ore a guardare l'angelo di Montsouris domandando ai passanti se per caso si era mosso, non mi vergongo più di niente, Io Devo scoprire da dove viene questo odore. Ogni aroma è percepibile fino ad un massimo di due minuti e trenta, dopodiché il nostro cervello si abitua e non percepisce più la differenze. Non è vero, no, stasera non mi sta abbandonando, è una paura euforica. Vorrei che tanti di voi, sì voi, che ormai passate qualche minuto a cerare di arrivare in fondo a queste righe sconclusionate, voi, fossero qui con me. Vi meraviglierei, mi meraviglierei.
18 aprile 1906 (terremoto di San Francisco), Dio abbandona il Paradiso !985 (Si scopre il virus HIV): Gli angeli individuano Prior, un profeta, che deve avvertire l'umanità di smettere di viaggiare e di progredire, poichè Dio ha voluto imitarli abbandonando così gli angeli e il Paradiso. Prior rifiuta e accetta l'AIDS. 2006: Gli angeli trovano Alino, un pomeriggio al museo San Matteo di Pisa e gli propongono la stessa missione. 25 Luglio 2008: Anche Alino rifiuta. Ahimè non è ancora venuto il momento per gli uomini di fermarsi.
Non resterò a Parigi, nè tornerò a Pisa. Sembra che ancora io mi debba muovere. Resterò qualche mese a casa dei miei a sistemare le mie utlime cose, a scegliere qualche valigia più piccola. Forse accetterò il nuovo incarico di assistente per un paese anglofono, l'Uk, l'Irlanda, o forse mi deciderò una buona volta a rispondere alla Regione Toscana per dire che sì, quel posto a Melbourne è mio.... Ma ora ho questo odore, ho questa breve pace, al resto penserò domani mattina.
Il naso pronto,
Alino 22 julio Dolce color d'oriental zaffiro (take me with you)Le saphir convient très bien au doigt des hommes purs, car il ressemble au ciel limpide. Par ses vertus et sa beauté, il n’est inférieur à aucune pierre.La puissance nature l’a doté d’un si grand prestige qu’à juste titre on l’appelle pierre sacrée et gemme des gemmes : en effet, il vivifie le corps et garde les membres intacts. Celui qui le porte ne peut pas être victime d’aucune tromperie : il domine l’envie et n’est ébranlé par aucune peur. Cette pierre, affirme-t-on, fait sortir de prison les enchainés, ouvre les portes verrouillées et défait les liens simplement en les touchant.Elle rend Dieu favorable et attentif aux prières ; on dit qu’elle est bonne aussi pour rétablir la paix.L’hydromancien aime cette pierre plus que toute autre, parce qu’il peut obtenir par elle des oracles divins.Elle refroidit l’ardeur intérieure, elle empêche la sueur de s’écouler en un flot excessif ; pilée dans du lait, elle guérit les ulcères sur lesquels on la répand ; elle nettoie les yeux chassieux, enlève les maux de tête et apporte aussi un remède aux défauts de la langue.Mais celui qui la porte doit nécessairement demeurer chaste.
Mi tuffo,
Alino 19 julio PerestroijkaSento l'obbligo, spesso, di respirare lentamente. Non voglio che gli altri mi scoprano e per questo tentino di guardarmi. Troppo a lungo.Non potrei tollerarlo, adesso. Adesso che i miei polmoni fanno fatica a inalare tutta l'aria che dovrebbero, adesso che un cappuccio mi protegge durante il giorno dalle intemperie e un bastone mi sorregge mentre osservo la mia statua preferita, verde bronzo, al parco di OgniGiorno. é un angelo, anzi no, è l'arangelo Michele, ha la spada e le ali aperte. Fa quasi paura, sembrerebbe muovere la testa...
Ho visto cinquanta ragazzi per dieci lunghi giorni attraversare il mio sguardo, salire sul mio autobus, curiosi di mille nuove domande, desiderosi di una sola pacca sulla schiena, o di un sorriso, o di una confidenza.
- Mais Alexandro, il faut rigoler dans la vie!-Salut, Alexndrò, as-tu bien dormi? Cet aprèm tu joues aux cartes avec nous, c'est une promesse!-Il faut que tu prennes une photo avec nous!
Io ho sorriso. Tante volte dentro di me, la gioia che mi avete dato, ho dovuto custodirla segretamente, per non esporla a tutto ciò che l'ingiusto tempo in cui io credo di vivere, prende e disintegra. Sono sempre io così, ahimè, che nego per non affogare, che allontano, per non spegnermi.Ho vissuto l'intimità di tre accompagnatori che con me hanno intrapreso l'avventura. Ed ero una sorpresa, io per loro, con il mio buon francese,che ostenta ancora un caldo accento italico, con quei nomi che io non ho mai saputo imparare, con quell'onesta chiarezza che li faceva sentire tutti ugualmente a loro agio.é questo il mio stato madre. Un paese dove mi impegno a non essere felice, a essere contrario a una speranza di vita matura, che in fondo bramo sin dalle viscere del mio scarno ego, astrale.
Non lo so, non so più se c'è uno spazio per la redenzione, ma di certo quello della penitenza si è già incarnato nella mia mente. Ha il sapore dolce di un confetto, ha il colore rigato di avorio, ma possiede quel veleno lento, che pretende di uccidere, ma alla fine guarisce.
Mi hanno mostrato una lunga scala con i gradini infuocati e mi hanno chiesto di salire, fino in cima e di non temere di bruciarmi le mani, poichè questa accidia ha meritato una soddisfazione, un'ammenda in certi casi, che non sancisce la sconfitta.Non ancora, no. Io non salgo e non posso motivare. Perchè una ragione, beh quella non c'è, non esiste, non filtra quelle vetrate piene di salmastro che ormai gioiscono dei nuovi motivi, dei colori che le macchie attraversate dalla luce, proiettano sul pavimento, i pomeriggi assolati.Lì mi posso rispecchiare quasi fiero, al limite di una depressione che non avrò mai, dato che senza tregua, costantemente, quel rigoroso schema dei ruoli attribuiti mi condanna e mi assolve, mi deprime e mi salva. Vorrei poter conservare gran parte di tutti questi istanti nelle pagine così lavorate dei miei quaderni, vorrei vedermi schiacciato al suolo, per poi essere svegliato da uno squarcio sul soffitto che mi richiama al mio buon dovere.Purtroppo io non ho questo potenza descrittiva, o almeno non ancora, le mie righe, scritte in fretta, si fermano di fianco a tutto questo, si gonfiano nei termini e crollano giù nell'inchiostro steso, perdute, forse anche loro, tra le intermittenze di ciò che non potevano dire.
Tornerò a guardare la statua, domani. Ma non sarò più solo. Le battaglie adesso si fanno a fianco di tutti coloro che non capiscono la nautra del loro deserto, ma la vivono, semplicemente; non interrompono il flusso della malinconia con i migliori consigli, ma vi si gettano dentro, per il gusto di essere anche loro, domani sera, alla sponda di quella fontana che l'angelo.., oops!, arcangelo, difende.
Salvati? Veramente? No,sarebbe troppo, meglio superstiti, adagiati, o arresi, ma che combattono ancora per il trionfo dei cuori altrui.
In fondo, c'è tanta pazienza da conoscere e da ultimo non resta altro che la voce degli altri, calma, gioviale e buona, pronta a alleviare i giorni più tediosi e solitari, in nome di una gratitudine, dei bei momenti di una volta.
Posso ancora pretendere di stare bene, in fin dei conti, no?
Aperto verso il continente del benessere saggio,Alino 06 julio Volo accanto a te, pianto al mausoleoEhilà mon pote, ça fait toujours du bien de lire de tes nouvelles, peu importe si elles révèlent quelques petites douleurs ou plutôt le flottement de l’âme, l’incertitude du cœur, le chagrin que ce débout de siècle aime bien nous faire vivre. Peu importe tout ça, mon ami, puisqu’il vient de toi et ce fait témoin de la vérité qui t’appartient, l’harcèlement de ton esprit. C’est vraion a bien bougé, les deux, moi, je suis très changé et il t’a pris que deux heures pour me voir très différent, soulagé, ou bien aise. Tout cela c’est Paris, les acquis qui m’a donné, et maintenant je commence à envisager un futur, peu stable, mais personnel, cela est sûr et certain. D’ailleurs je peux voir (car comprendre serait vraiment dehors de mes possibilités et au parement de tiennes aussi) que le malheur dont tu me parles, non seulement t’empêche de bien réfléchir sur ce que l’avenir vient de te proposer, mais encore il brûle ta chair et affecte les liens les plus importants de ta vie. Cela arrive: quand tu crois d’avoir accompli l’ouvrage de toute une vie, quand ton parcours commence par prendre une direction qui te plait, mais qui bouleverse le monde autour de toi, car les autres semblent de ne pas comprendre au fond ce qui t’arrive : cela les touches carément, mais ne les renverse pas. Et pourtant ils restent là. Tu les vois de n’importe quel endroit ton corps fatigué repose, tu ne peux pas les esquiver, ils te quitteront jamais. C’est ton cœur qui prend soin de soi-même grâce à la chaleur qui, de loin, ils n’arrêteront jamais de te donner. Cela ne veut pas dire que je suis devenu un adepte de la religion des sens, bien que le XVIII siècle français et les Lumières m’aient fait du bien, mais ce que mon âme tout simplement veut te dire est qu’il ne faut jamais ensevelir toute préoccupation ou toute crainte qui nait en toi, car elle fait partie de toi, elle touche du rayonnement que ton être étale autour de ton milieu. Ça vit dans ton pouvoir, n’interdis pas les autres de s’en nourrir, pour t’avoir plus proche, ou simplement, pour ne pas perdre l’espoir de l’obtenir un jour ou l’autre. Et bien voilà, mon cher ami, ce que je t’écris ne sert à rien. Ce n’est pas un conseil, je n’ai pas l’extravagance bohémienne de donner aux autres ce que je ne connais guère. Il me plait d’ailleurs de croire que cela te fera rappeler qu’on peut toujours essayer d’écouter, de faire part de nos faibles sensations, celui qui on aime, ce dont on voudrait persévérer dans la connaissance. En effet je crois que tout le bien qu’elle a procuré dans ta vie, correspond grosso modo à cette grande capacité de se plonger en toi, sans vouloir pourtant te donner la moindre pression au niveau intellectuel (au-delà de ça je ne peux pas m’en charger) : hier, comme demain ; n’importe quelle décision te perspectives futures te pousseront à prendre dans le domaine affectif comme dans la carrière académique, elle saura toujours toucher les cordes de ton esprit. Mon ami, je t’embrasse pour l’instant. Je t’attends un jour ou l’autre, je te verrai, j’en suis sûr. Ce qui reste, on pourra le fabriquer de nos mains.
Alino |
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