Perfil de AlinoTHRESHOLD OF REVELATIONFotosBlogListasMás Herramientas Ayuda

Blog


31 agosto

Raschiando il suolo di un sogno

Solo un accenno riguardo alla speranza che ciascuno di noi sempre nutre nonostante le più spesse disillusioni.
 
Ieri sera ho chiuso tardi il Ristorante, stavo finendo di compilare la griglia delle ore dei dipendenti e il registro HACCP. Ero rimasto praticamente solo.
Dalla porta semichiusa fanno capolino un gruppo di 6 o 8 tra ragazzi o ragazze, penso olandesi o austriaci, della mia età o poco più, chiedendomi se potevo preparare loro alcuni latti macchiati e cappuccini e se potevano restare in terrazza fino a che non avessi terminato la compilazione e avessi spento le luci.
Generalmente distaccato, rigoroso e plastico con tutti i clienti, già in orario di chiusura inoltrato, tuttavia dico che possono restare e pensando un po' scocciato ai bicchieri che avrei dovuto lavare a mano in seguito, mi volgo nuovamente ai miei impegni.
 
Ecco, lì è successo uno di quei fugaci incanti che mi fanno capire quanto la mia arida vita comunicativa abbia bisogno  di essere rigenerata e svegliata da istantanee come quella che ieri sera andava stampandosi.
 
Alcuni ragazzi e una ragazza di loro si sono avvicinati chiedendomi banalità in inglese, se ero del posto, se sapevo se il tempo si sarebbe ripreso o no e io domandavo come si trovavano nel campeggio, quanti giorni di vacanza avevano da trascorrere...
Tutti sorridevano. Tanto. Ed erano felici, come me estranei ad un ambiente, forti però di una compagnia di partenza, volevano semplicemente sperimentare due frasi in lingua, dialogare un po' con un italiano.
Erano soddisfatti, o forse lo ero io, fatto sta che nel battere uno scontrino o nel riportarmi la tazza vuota in ciascuno di loro vedevo la capacità sacra di apprezzare quei momenti. i primi istanti in cui una persona ti rivolge uno sguardo o una domanda, semplicemente perchè spera che l'altro possa essere una breve conferma ad una mera ricerca di contatto, di ridistribuzione dei propri consueti confini esistenziali.
 
Beh, mi hanno invitato a fare un giro a piedi. Ma quello sarebbe stato un impaccio troppo freddo per entrambi. e cortesemente ho rifiutato, ma mi hanno promesso che sarebbero tornati di nuovo a prendersi un cappuccino.
 
La notte li ho sognati. o comunque nei riflessi di figure umane che vedevo io sapevo di essere con quel gruppo di ragazzi.
Camminavo sul bagnoasciuga della spiaggia vicino a Torremozza, di pomeriggio. Ero rimasto solo al Ristorante e me ne ero andato,  lasciando la porta aperta, incautamente (mai possibile???)... e con i piedi in acqua, trovo loro vestiti di chiaro e decidiamo di fare quei due passi che non avevo avuto il coraggio di fare realmente.
 
Questa la salute che voglio adesso. Voglio tornare a conoscere, a rinascere come amico, come interesse, come sogno.
Questo ciò che chiedo alla mia prossima futura città.
Io voglio incantarmi di nuovo, risvegliarmi con il desiderio di passare del tempo con chi sento di poter parlare di cose e fatti.
Solo perchè entrambi dovremo ridefinire posizioni e confini, solo perchè tutto questo profuma di nuovo. Nuovo e affascinante.
 
Dentro di me ruota oggi il più sincero grido alla vita che io potrò mai emettere.
Poca cosa. E non potrei esserne più consapevole.
Ma cristallino e alquanto luminoso, ha il coraggio di proiettarsi oltre le mie mani.
 
Grazie.
 
  
30 agosto

Sere di orchidee polverose

Hai detto no e hai nuovamente rielaborato quel piacevole fremito che dà la vista attesa di marmo bianco venato di verde scuro che impreziosisce scale di vuoti palazzi. E hai cercato parole tronche e ritmate per volerlo esprimere.
Per darti un succo ancora più voluttuoso hai reciso frutti acerbi che dal pesante ramo non volevano staccarsi. Ma hai chiuso con forza lucida la porta a chi voleva centellinare un'alchimia aspra, consapevolmente ormai corrotta dalla tua algida essenza di bacche brune.
E di istantanei contatti di pelle hai fatto una distorta pellicola eburnea per i tuoi quadri di vita. Senza riuscire a eternarli.
 
Ti ammiro e non potrebbe essere diversamente. Incensi grevi ho acceso per sentire il tuo riflesso nelle maglie rugginose di una fabbrica abbandonata.
 Ma se respiro la corrente generosa di questo nuovo cielo infuocato, in transito, io mi sento di chiedere al posto tuo scusa a quelle poche persone, ormai serene e definite, a cui hai finto di poter rivelare una porta segreta nel tuo murales suburbano.
Due donne hanno creduto di poter essere invitate nel fantomatico palazzo anni '30 che dicevi di avere.
Due donne hanno immaginato realmente di sedere comode in poltrone di feltro rosso e spalline dorate, di coricarsi appagate in fini letti a baldacchino danese.... di drappi densi hanno odorato il mirto.....
Due donne avrebbero voluto leggere un piccolo tascabile con copertina rigida rinfrancate da molli luci diffuse da maestosi lampadari neri ornati da filari di cristalli.
Due donne ti hanno lasciato all'estremità di una parete che rivelava la tua grande solitudine.
Due donne ti hanno perdonato e ti vorranno sempre bene.
Per loro e per te non avrei trovato un augurio più felice.
 
Ferme le mani, labbra distese.....scusatemi.
 
 
Dall'abisso dei materassi riccamente fregiati,
 
Alino.
 
06 agosto

All'improvviso, il tocco di una medaglia.

 
 
Se io volessi le strade di un tempo....
Se io cercassi ancora una volta il modo per poter dire: "potessi io fare come gli altri" 
Se bastasse girare la chiave nel cruscotto della mia auto per percepire le differenze di temperatura
Se cambiare una lampadina rotta potesse mostrarmi il senso di un gesto
Se stasera tornassi a guardarmi allo specchio per ricordarmi di quando io ti piacevo
Se indossando i miei occhiali io potessi vedere oltre queste spalle, ingiustamente appesantite da goffi sacchi di carta
Se leggendo capissi che io ho ancora bisogno del peccato
Se dimenticandomi dell'orologio io potessi immaginare lo scorrere delle ore
Se tagliato il mio bracciale io scoprissi una energia tutta personale e interiore
Se le notti d'agosto io potessi alzare lo sguardo al cielo, per vedere se la Luna si è finalmente nascosta
Se chiudendo gli occhi alla luce diretta io vedessi tante scale
Se dal finestrino di un autobus io scorgessi dischi di vinile mietere spighe d'orzo ambrate
Se salissi su un terrazzo adombrato e riconoscessi vecchi amici ballare
Se il pavimento di camera mia avesse il coraggio di crollare inarcandosi
 
ecco potrei a ragion veduta confermare all'Angelo della Morte di essere presente nella sua lista, perché ad un pensiero ho fatto dono delle aspirazioni del reale.
Perché ho meritato di essere strappato da ciò che in un frangente ha preteso concentrare l'essenza di uno sviluppo generazionale.
Perché ho preteso di dilaniare il mio ego aumentandolo di dimensioni.
Perché stanotte ti ho voluto sognare.
 Perché stanotte io ho chiesto troppo.