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30 septiembre

Fratello minore

 

Il mio blog si intitola "il ritmo lento delle stagioni", lento quanto?

Mi abituo a questo nuovo ritmo, e sono un treno che tutti i giorni percorre una tappa esistenziale, una congiuntura serena; e sono il sole al tramonto che rende più chiare quelle colline che il mezzogiorno aveva dimenticato, e sono un tavolino assolato sporco di cenere e briciole di pane, sono un ponte che collega la parte che odio con quella che amo della mia città, sono una moto fangosa o una macchina di grossa cilindrata stufa di percorrere gli stessi 4 chilometri, e sono un tavolo in ciliegio e una tazza enorme di té con latte. E torno ad essere treno, io, che non so più pedalare.

 

treno train night

Come si misura il tempo, le ore? Ho perso l'abitudine dell'orologio da polso: tanto di guadagnato, certo, ma con esso ho perso la cognizione delle epoche, forse anche dei sentimenti. Ho vissuto un'estate veloce, terribilmente lontana, dimenticata, sospesa, sulle vette delle montagne. Ora sono in una lunga stagione a cavallo fra autunno e inverno, sempre se stessa, forgiata espressamente dai resti di una mia preghiera, dagli stralci di rituali troppo vecchi per poter essere creduti e sperati.

Eppure io ci sono, così. In questo modo ho pagato il prezzo della serenità per un mondo che spero protrarre intatto, cristallino, nei bassi di una canzone che ormai conosco a memoria. E quale torrente di acqua fresca dovrebbe risvegliarmi da questo limbo?

Una promozione va celebrata con una buona fetta di torta, il resto non conta più. Il passato è trascendentale, mi ha fatto emergere dall'incubo dello smarrimento, mi ha dato forza e potere, mi ha consegnato quell'equilibrio e quel controllo necessario per conoscere il bene e renderne partecipi le persone che ho amato. Ora devo vivere nel lato umano di questo amore imparando a girare intorno agli ostacoli e ricevere i messaggi dal futuro.

Quale libertà mi è stata data? Io dovevo essere felice, in qualche modo, in qualche parte. E la fuga mi dava la figura del mio volto, ogni posto bastava, per non sentirmi a casa, per toccare i deserti e le terre calde, le pianure brulle, le distese di cemento tutte uguali, poco importava se, se ero con me.

Giunge la debolezza, leggera, leggera e i pensieri si fanno briciole e piano piano svaniscono. La pressione è tornata stabile, ho imparato a dormire regolarmente, a sfuggire le ore rinchiuso in palestra, ho ricominciato definitivamente a mangiare la carne; così sono spariti i dolori e gli affanni, così resto tranquillo e stabile in questo arco di terra silenzioso, sì, silenzioso, come un cielo appena privato della luce del sole al tramonto, lo avete mai visto? Inizialmente instabile per la veloce privazione, si colora di mille sfumature che altrettanto velocemente, scompaiono, sbiadiscono. Quello che resta, immobile, è un azzurro, grigio antracite, uguale ovunque, da est a ovest, dalle nubi al mare, dalla motrice all'ultimo vagone di questo treno.

Non si chiama rinuncia, non si cerca biasimo, quando finalmente si è convinti della strada da percorrere, delle parole da dire, degli occhi da proteggere.

 

Ma un bel romanzo che non fu vissuto

da me, che io vidi vivere da quello

che mi seguì, dal mio fratello muto.


Io piansi e risi per quel mio fratello

che pianse e rise, e fu come lo spetro

ideale di me, giovine e bello.


A ciascun passo mi rivolsi indietro,

curioso di lui, con occhi fissi

spiando il suo pensiero, or gaio or tetro.


Egli pensò le cose che io ridissi,

confortò la mia pena in sé romita,

e visse quella vita che non vissi.


Egli ama e vive la sua dolce vita;

non io che, solo nei miei sogni d'arte,

narrai la bella favola compita.


Non vissi. Muto sulle mute carte

ritrassi lui, meravigliando spesso.

Non vivo. Solo, gelido, in disparte,


sorrido e guardo vivere me stesso.

[Guido Gozzano, Il giovenile errore]                   

 

 

Stiamo bene insieme adesso.

Dall'altra parte, e sono treno,

Io

 treno

 

fratello minore di me stesso.

24 septiembre

Cette nuit magique [être de silence]

 

Aspetto Luca in fila in banca, seduto sulle panchine, mon livre à la main, guardo intorno a me. E' il primo, vero momento in cui focalizzo la realtà che mi circonda, dove sono realmente. Rinchiuso in casa per una intera settimana, avevo perso coscienza del mondo fuori, come se quel treno mi avesse fatto fare un lungo giro, a vuoto.

Adesso la luce è bianca e accesa, mi stupisce quasi. Rifiuto l'ennesimo braccialetto, tanti volti nuovi che non mi conoscono, gettano un colpo d'occhio veloce, "non è una matricola, manco uno studente".  Ma le case intorno sono le stesse, in qualche modo, sotto regole che devo rinnovare, questo è il mio mondo.

Des heures vides, comme s'écoulant dans une expectative. Le temps ralenti, come suspendu à un événement devant advenir. Un silence irréel, comme avant les cataclysmes.

Non riesco a salutare, a vedere, tutte le persone che vorrei, che è giusto incontrare, magari non ce la farei neanche, mi comporterei in modo innaturale, goffo e poi io ho i miei tempi, almeno credo, anche per questo.

Poi ci sono le risposte che non arrivano e le soluzioni che non si trovano, in nessun modo. La barzelletta di se stesso. Una tesi che trova tutte le pretese più incoerenti e dannatamente ipocrite per non essere discussa (c'è chi dice che non sono un linguista, ma un antropologo!!!!!!), uno statuto che non trovo e mi lacera e mi sprofonda fra le mura di questa casa. E' l'incertezza e la debolezza che dominano questo lembo di terra che i miei chiamano GRANDECASA, ma che mi fracassa la testa e mi intossica il respiro di profumatori per la casa e ammorbidenti coccolino. Je suis tout petit moi, vi ricordate?

Et s'il s'agissait seulement de ne pas égarer des sentiments, de retenir des fragments, de conserver des souvenirs, de figer des instants? D'égrener les jours.

Vivere all'ombra di me stesso, alle spalle di quel che ero, nella volontà di preservare una coscienza d'acciaio, un'attitudine neutrale, con tutto quello che è trascorso prima? I momenti così intensamente vissuti, le mani conosciute, gli occhi baciati, i marciapiedi percorsi migliaia di volte, tutto sembra così lontano, irreale, velato da una nebbia, celato, forse volutamente. E' giusto così, c'est la rue de pas perdus....

Devo ricomporre un destino e razionalmente cominciare a farne parte, senza sconforto. Devo riprendere le abitudini, devo inserirmi nei miei spazi, una palestra cui iscriversi per passarvi ore, una malrlboro gold dopo il caffé, una bici mal verniciata, una passeggiata con quelle persone che ancora mi vogliono bene.

On prétend que je suis têtu et souvent méfiant. Certains vont jusqu'à colporter que je suis froid et compassé: je crois que c'est exagéré. Je suis toutefois disposé à admettre la froideur et la ténacité, que je tiens de mon père. Il est un être de silence. C'est son état le silence. Il est capable de passer des journées entières sans rien dire, sans prononcer le moindre mot. J'ai le caractère plus doux que le sien mais j'ai son mantien. Les hommes sans femmes savent se tenir.

Comincio da qua, da questo mezzogiorno assolato che Pisa mi offre, che illumina senza riguardi le cose, intorno. Comincio da qua a cadere fino in fondo, a cercare di rialzarmi, a rinascere dentro una terra esorcizzata, pronto a cercare il mio sangue tra le vene, di nuovo.

Maintenant je ne suis l'homme d'aucune femme, il n'y a pas à s'y opposer. Peu importe à la fin, qu'on ne me regarde pas avec du désir. Je ne suis pas de ceux qui s'offrent.

Heureux,

2005521101544_2004 Il fiume Arno a Pisa

 

L'Ale

17 septiembre

(Italian) Angels in Paris

 

Solitamente il mio blog non accoglie post dove compaiono nomi e personaggi, riferimenti reali, ma, come dire, la situazione lo necessita.....

Thanks to my angels, this post is only for my 6 italians who shared with me a part of my life (or they healed it, who cares?) in Paris.

 

Salvo,

   è difficile conoscere quello che si muove nei suoi pensieri. Ti ascolta, parla e poi in un attimo, l'attenzione è catturata da qualcos'altro, che gira nella sua testa, che sa soltanto lui. Se fa male, se fa bene, non è dato scoprirlo. Salvo è la punta di un iceberg, spunta dal mare e ti abbaglia con il suo sorriso e la voglia di illuminare la vita degli altri, il riflesso nascosto di una senbilità difesa, protetta, un misto di magia e di paura, forse la sua forza più grande. C'è un futuro che si delinea, lento, incerto e imprevisto, ma si muove di fronte a lui, ancora inconsapevole, ancora stupito. Fra le curve di questo spazio, meritato e temuto, si muove il mio augurio per lui: che sappia vivere completamente i suoi sentimenti e il suo coraggio, perchè quello che oggi sembra una debolezza e un ceduta parziale di fronte ai vizi dei rapporti sociali, sarà la forza con la quale vincerà nella vita e nel cuore.

 

 Septembre, PAris 081

"é la serenità che cerchiamo, nella quotidianeità. Gli angeli non finiranno mai di ricordartelo. Go for it!".

 

 

Alessia,

    quanta forza all'inizio. E che carattere! Pensavo sarebbe stato difficile legare con lei, la sua determinatezza sembrava cozzare con la mia inclinazione media. Poi le cose sono andate diversamente. C'è una signora dentro quella corteccia, un'anima nobile, uno spirito raffinato; affetto, è l'affetto che anima i moti del suo cuore, che determina il sole e il buio in un essere dai tratti sensibili, ma capaci di sorprendere nei piccoli atti. Durezza e orgoglio, sono questi i determinanti di una persona? Non credo, non lo penso affatto. Il tempo mi darà ragione. Intanto Alessia sboccia nella morale e con essa migliora il suo piccolo angolo di cielo. Non posso che augurarle di renderlo sempre più caldo e ricettivo, vivo, come quegli occhi che sorridono (come le stelline della mia camera).

Septembre, PAris 085 

 

"I dubbi animano le notti di luna piena. Sono le verità dei sentimenti"

 

 

Fabiana,

   spesso il suo mondo è stato anche il mio. I pensieri degli altri, le loro storie, le loro incertezze hanno determinato per molto tempo le sue scelte, forse limitato la sua indipendenza. E su questo troverà modi e tempi per lavorarci su, per essere quella persona profonda e decisa, che saprà dire sì alla vita, che pretenderà i suoi spazi, senza più rimpianti, senza più paure, senza più sconforto. Una figura speciale, una ragazza buona e gentile, solare nel sorriso, Fabiana c'è per tutti. Ora deve esserci per se stessa. Così abbraccerà quel futuro cui non crede ancora (lei è fatta così), che avrei voluto predire, che ha appena cominciato a formarsi fuori dalla sua porta.

 Fointeanbleau (45)

 

"Your priorities won't ever be beyound you"

 

 

Marianna,

Il Ministero della Pubblica Istruzione si è confermato con te oculato nelle sue scelte. Che Dio lo benedica! Che personaggio sta donna! Ho conosciuto minimo dieci Marianne a Parigi quest'anno. All'inizio una ragazza triste e difficile, poi una Marianna buona e piena di sentimenti; un'altra era euforica e scoppiettante (scheggia!!!!), ce ne era una contraddittoria, un'altra dolce e piena di sogni. L'ultima me la ricordo elegante e sensuale. Era una domenica all'Opera Garnier, era in gonna e elettrizzata per lo spettacolo che le si presentava davanti agli occhi (vecchiette e famiglia comprese!). Ora Marianna non è nel periodo più solare della sua vita. Ma da questa sensualità sarà in grado di ritrovare la parte più bella di sé. Per darla agli altri.

 

 Provins, 8 Mai 2008 040

 

"Non ho paura della prossima avventura. Non ne avrò mai, fin quando avrò memoria per ricordarle tutte."

 

 

 

Roberta,

"quando c'è Roberta c'è casa": così mi disse Salvo la prima volta che l'ho conosciuto. Non si sbagliava. Ma Roberta è molto di più. Mi stupisco ancora se penso a come Roberta preservi ovunque la sua qualità di carattere, il suo giudizio sereno e onesto, la sua grande capacità si stare bene in qualsiasi situazione. E di mettere a suo agio gli altri. Roberta è un punto saldo, un'amica fedele. Crede in se stessa e nei suoi sogni e proprio per questo saprà viverli pienamente.

 

nov-dic 391

 

"Il cielo grigio non mi rende triste. Mi fa ricordare del sole che brilla dentro di me"

 

 

Luciano,

       mi ha sempre colpito la sua determinatezza, il modo in cui valuta le prospettive e compie una scelta. Lui è attento e difficilmente si sbaglia, lui ci crede, si piega e non si spezza. Saresti propenso a credere che Luciano abbia troppe priorità e che esse determino gran parte della sua vita, crederesti che ci sia poco spazio per il resto. Mai errore più grande: Luciano è un'anima sensibile, uno spirito ribelle al punto giusto. Questo gli dà equilibrio, quell'equilibrio che gli saprà dimostrargli  che i sogni e le persone reali vivono insieme. In una fotografia.

 

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"He's an artist. He doesn't look back again"

 

 

 

C'è poco da dire.

That was Angels in Paris.

That really was.

 

HPIM2473 Che serata 2!

   _MG_0109Provins, 8 Mai 2008 049

 

 

 

Per tutti,

Alino

10 septiembre

Avatar [reincarnazione primitiva]

 

Presto, molto presto stamani mi sono alzato, per andare a camminare nelle vie così animate del XV arrondissement. Potrei passeggiare per delle ore, tra i piccoli negozi, i banchetti del mercato, i fruttivendoli, mi sento bene per quelle strade.

T'es un être de lumière, tu le sais?

Ero in palestra, boulevard Raspail, sembra passata un'eternità da allora, l'istruttrice di body combat aveva utilizzato quest'espressione. Io l'avevo scritta su un quaderno, perchè mi piaceva un sacco. Ho cercato su internet, ho chiesto ai miei amici francesi se avesse un senso particolare nella loro lingua e nella loro cultura. Poi l'ho dimenticata. E alla fine l'ho trovata ieri pomeriggio mettendo le mie cose in valigia. Ecco.

Non va più bene. Ci volevano questi ultimi giorni qua, per capire che il mio modo di essere, la mia natura più nascosta hanno corrisposto troppo alle aspettative altrui, pur non avendo mai tradito il mio io.

Ho su il mio maglione viola preferito e con questo cammino e vorrei perdermi fra la folla. Non è giusto, ma non sto più bene così. Sono ferito dai miei stessi ideali: il rispetto per gli altri non ha automaticamente generato l'amore per se stessi.

Vorrei poter credere che in questo mondo la corrispondenza dei sentimenti non sia altro che un sorriso, lungo, infinito. Ma non cammino a testa alta, non ce la faccio a volte, e i tanti pezzi del mio piccolo mondo sembrano respingersi l'un con l'altro e non posso liberarmi come vorrei di me stesso.

Le mie mani si muovono tantissimo quando parlo e il mio viso fa un sacco di smorfie strane. Ma davvero! Io non lo avevo mai notato. Tutto questo è maledettamente naturale, troppo, riflesso di un mix di ingenuità e gentilezza. Ma non mi lascia essere sereno. Forse non sono poi così maturo come credo, o semplicemente non sono in grado ad oggi di gestire le risposte altrui ad un legame, qualunque esso sia in qualunque situazione io mi trovi coinvolto.

Medito questo, frustrato, insonne, non perso però, meno piccolo di quello che vorrei apparire, infantile dopotutto, solo, di fatto. Non riesco neanche ad arrabbiarmi, né con me stesso, né con chi pretende di andare oltre quello che mostro, curioso di conoscere i segreti che la mia discrezione, la mia evasione dovrebbe gelosamente custodire. Ma non c'è niente nel segreto, non c'è niente da proteggere e tuttavia ancora una volta mi ritrovo attaccato, impaurito, deluso da quello che sono, stanco di essere frainteso e di impiegare energie e salute fisica a discolpare gli altri e a punire me stesso.

E' arrivato, sì. Finalmente è arrivato il momento di abbandonare Alino, la parte più sincera che mi è stato dato di conoscere, di avere con me. Vero, semplice, piccolo e buono. Lo lascerò camminare fra queste piccole vie del quindicesimo, fra le bancarelle e i venditori di mais arrostito, fra gli odori intensi dei formaggi e i fumi delle rosticcerie....magari si perderà veramente, per sempre, magari sarà felice in qualche angolo del mercato, chissà....

Io devo rientrare a casa. Il 16 settembre sarò in Italia. Prenderò il tempo di riflettere su quello che è stato, sul vero e sull'ingiustizia, sulla pace e la violenza che ho conosciuto, sulle rezioni di Alino, sulla sua sconfitta. Non mi immagino neanche lontanamente cosa potrò essere, o fare, ma devo ricostruire una figura eretta e pensante, pure forte, dai resti di un'immagine ad acqua, dalle ceneri umide che avrò disperso, insensibile, nei cieli di Parigi.

Dopotutto, anche per questo, avrò molto tempo, molto.

 

 

Deserto, ancora un po' di,

 

 

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Alino

06 septiembre

Les pas perdus

 

Rientravo dall'università, in velib, un viaggio lungo di un'oretta, Paris IV è abbastanza lontano dalla porte de Vanves.

Pioveva, come sempre a Paris, una pioggia leggera, leggera. Non avevo bisogno di fermarmi.

 

Mes pensées sont des espaces morts où je me traîne dans un état second. Je suis une oeuvre achevée avant de naître aux mains d'un magicien aveugle.

 

La ruota davanti scivola su una pozza poco profonda e io mi fermo, quasi a terra, a terra. A terra vi sono migliaia di puntini bianchi, dappertutto, sulle mie mani, sui pantaloni, sulle ruote, attaccati, incollati dall'acqua. Davanti a me un camion trasporti continua a perderli dal cassone dietro: sono di carta, ma non volano, si adagiano lentamente al suolo, sopra la mia pelle, tra i miei capelli. E' così ho capito che Paris per me stava finendo, che avevo un biglietto prenotato, una valigia apertavicino al letto, dove le cose da portare non entreranno mai.....

Così ho ripreso a pedalare, con addosso i miei vestiti bagnati e tutti quei pallini di carta bianca che continuavano a segnalarmi la strada. Sono andato nei miei licei a salutare i professori di italiano e vedendomi, tutti mi domandavano entusiasti se ero stato confermato per il prossimo anno.

Que ne donnerais-je pour saisir l'étonnement d'un moment. Au delà du vide, le regard perçoit sans fixer. Je voudrais changer ma vie contre un peu de certitude: Je me sens locataire de moi-même, un train en marche sans le doux ronronnement du départ; une destination inconnue et la peur au ventre que le train ne s'arrête pas au bon endroit.

Voglio passeggiare un pochino tutte le sere, forse scattare qualche ultima foto, salutare gli amici e tornare in questa casa che, ancora una voltam, ha saputo ricevere una lunga serie di sollecitazioni dalle mie follie. Stacco le foto, le carte geografiche, i disegni e i manifesti: vivo una battaglia politica in questi momenti; il coraggio di restare contro l'esitazione del vuoto e dell'incerto. é il mio cuore che batte.

Farò una grande scatola che non porterò in Italia: metterò i libri rimasti, les brochures dei viaggi che ho fatto quest'anno, altre cianfrusaglie, il piccolo stereo: ci scriverò su il mio nome e la lascerò in qualche angolo di questa immensa scuola, per quando ritonrerò.

Voglio parlare con tante persone al mio rientro, ci sono storie che devo conoscere perché tutto riesca a tornare come prima, quanto prima. Mi è difficile prevedere le mie reazioni, le mie risposte, ma devo fare esattamente questo il giorno dopo il ritorno: parlare, ascoltare, scivolare in quei lunghi discorsi, dove la dovuta nostalgia per una perla del passato evoca le emozioni più segrete del presente. Sarà duro, strano, forse anche lesivo, ma dopotutto, non sarò solo.

 

On oublie pas, on est juste un peu infidèle à son passé.

 

Non riesco a inquadrare adesso i movimenti del mio cuore, in fin dei conti non l'ho mai fatto, ma prima mi cooscevo, questo bastava. Sì, bastava. Ora io volo, fra i nomi delle strade che amo ricordare, e mi ricordo del mio primo anno di università, quando la sera passavo ore a leggere l'Orlando Furioso, mosso dalla curiosità di ritrovare i personaggi perduti. Rido, da solo e mi tornano in mente i pomeriggi in facoltà a cercare di seguire la lezione accanto ad Anna che picchiava le ginocchia nel banco e les Confessions di Rousseau, che avevo paura di finire di leggere troppo presto.

I sentimenti che ho scoperto qua, hanno dato un senso ad un anno molto particolare, in tutti i sensi. Mi sento tanto diverso, ma solo nelle piccole cose, non nelle convizioni, ma nelle abitudini, nei vizi della giornata. Questo mi sembra bene, dopotutto. Ma qua lascerò gran parte della mia indole esterna, non potrei fare altrimenti. Amen.

 

Je ne me sens pas adult comme l'entendent la plupart des gens. Je me sens au contraire protégé de cette détérioration due au temps. Je suis resté intact, inchangé dans mes convinctions profondes. J'ai horreur de ces adolescents grandis qui se prennent au sérieux; je continue à faire les choses qu'ils ne font plus et à penser ce qu'ils ne pensent plus. Je veux rester un incorregible dévoreux de rêves.

D'altra parte, tutto questo è stato Paris per me. Una medicina, una convalescenza, una perdita di conoscenza protratta, una rinascita nella lingua, un posticipo depressivo, la vita nella guerra degli sguardi, la vita dopo l'amore. E poi musica, sorrisi, tanta bellezza, sì, tanta bellezza da dare. ça c'est Paris. Addio.

 

 

 

Vicino,

 

porto-finestra

 

 

Alino